
ARGEGNO
COMUNE DI ARGEGNO
Provincia Como
PATRONO
Santissima Trinità, 1° domenica dopo la Pentecoste
ALTITUDINE
m. 210 s.l.m.
ABITANTI
674
INFO TURISTICHE
Infopoint Argegno
Piazza Dante Rosati, 22010
Tel. +39 0341 1570370 – +39 335 1752102
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Foto di Aniello Bizzoco – CC BY-SA 4.0
“Mentre l’Innominato attraversava il lago zizzagando verso Argegno, stretta tra due colline,
il sole uscì da dietro le nuvole, illuminando tutto.
Perfino il passato sembrava meno buio.
Almeno così parve ai due sconosciuti, che per evitare di dirsi la verità, si erano messi a parlare dei loro sogni”.
(“L’AMORE SENZA NAVIGATORE” di TOMASZ PERCZYNSKY”)
Il lago di Como ci affascina nuovamente con un Borgo di origini romane.
Si tratta di Argegno, luogo che gode di una vista meravigliosa sul lago. Si trova sulla sua sponda occidentale ed è porta d’ingresso della Valle d’ Intelvi.
Alcuni ritrovamenti fanno riferimento a Max Publius Caesius Archigenes da cui deriva il nome. Nel medioevo era parte
di un sistema difensivo fortificato che serviva a difendere tutta l’area dalle invasioni barbariche. Era attraversato dal fiume Telo, detto Telo d’Argento, che lo divideva in due parti collegate da un ponte in pietra, sulla Vecchia Strada Regina, una via
di comunicazione.
Vi sorsero due castelli, uno di questi costruito da Antonio Castello nel 1270, sostenitore dei guelfi Vittani, divenendo roccaforte contro i ghibellini Rusconi. Nel 1335 passò ai Visconti entrando in una fase meno segnata da guerre. Con il passaggio
a Francesco Sforza, ritrovata la stabilità, dovuta alla morte di Filippo Maria Visconti rimane parte integrante del ducato
di Milano.
L’altro castello, dotato di torre, crollò nel 1876.
Come ogni Borgo che si rispetti, anche Argegno ha la sua leggenda. Le acque del borgo sono lambite da una creatura mostruosa, il Lariosauro, che abiterebbe le acque profonde del Lario. Gli avvistamenti presunti sono documentati fino al 1957.
Oggi Argegno ha una forte vocazione turistica, grazie anche alla vicinanza di altre località note del lago di Como e alla posizione panoramica. È considerata come un gioiello nascosto per la pace e la quiete.
Le case in pietra, costruite a cavallo del torrente, rendono caratteristico il Borgo, offrendo un’atmosfera magica e uno splendido panorama sul lago. Si compone di due parti. Quella antica che sale verso il pendio della montagna e quella moderna dove c’è il lago, il cui cuore è la piazzetta con ristoranti, negozi, bar, alberghi.
Da Argegno si può prendere la funicolare per Pigra, la più ripida d’Italia che Porta a 880 mt e dal cui altopiano si gode di un panorama mozzafiato.
Foto di Maurizio Moro5153 – CC BY-SA 4.0
Dal punto di vista artistico e culturale Argegno pur non avendo figure storiche qui residenti, rientra in un ecosistema culturale lariano, dove molti autori hanno soggiornato o tratto ispirazione. Infatti, è un soggetto a cui pittori, fotografi e autori ricorrono spesso.
Tra gli autori ed artisti legati ad Argegno ricordiamo: Piero Gauli (1916-2012), pittore, scultore e scenografo di fama internazionale, le cui opere sono state esposte in mostre dedicate ad Argegno.
Enrico Spinelli, artista e curatore, noto per aver presentato mostre d’arte nel territorio.
Marco Lazzati, studioso di storia locale e autore di pubblicazioni sulla storia valligiana.
Carla Somardi, artista e pittrice legata al territorio e gli artisti Patrizia Azimonti e Franco Lorioli.
Ricordiamo che il paesaggista Deroy (1797/1886) e il disegnatore Chapuy (1790/1858) sono stati ispirati per le loro incisioni.
L’economia del territorio, nonostante sia fortemente orientata verso il turismo e i servizi, colonne portanti, rimane fortemente agricola.
Le coltivazioni tipiche sono olivi, piccoli frutti, orti terrazzati, anche l’allevamento ha una sua importanza pur essendo
su piccola scala e soddisfano il consumo interno e la ristorazione territoriale, mantenendo il paesaggio rurale e la continuità
con la tradizione della Valle d’Intelvi.
L’edilizia di mercato ha goduto di forte incremento negli ultimi anni favorendo lo sviluppo di attività artigianali e immobiliari.
Un’attività artigianale non più portante per l’economia ma che sopravvive come eredità storica e culturale è la lavorazione
con l’antico maglio, che veniva usato per forgiare attrezzi agricoli e edili. Si trattava di un enorme martello idraulico utilizzato
per la fucinatura del ferro.
Una curiosità: l’edifici storico del MAGLIO, oggi è simbolico ed ospita eventi culturali e comunitari, conserva al suo interno attrezzi agricoli e macchinari che testimoniano la capacità degli artigiani locali di sfruttare la forza del fiume Telo per forgiare
il metallo.
Il borgo, facilmente visitabile, racchiude una serie di luoghi storici e panoramici che raccontano bene la sua identità
Foto di Dennis Matheson – CC BY-SA 2.0
La CHIESA DELLA SANTISSIMA TRINITA’, nella parte più alta, costruzione in stile neoromanico del XX secolo.
CHIESA DI SAN SISINNIO, appena fuori dal paese, tipica architettura sacra prealpina, molto apprezzata dagli escursionisti, D’importanza storica in quanto sede del comitato rivoluzionario nell’insurrezione della Valle d’Intelvi contro gli austriaci
nel 1848.
VICOLO MULINI, una breve e interessante passeggiata dove intorno al 1660 venne costruita la ROGGIA MOLINARA.
Un ingegnoso sistema di canalizzazione delle acque dal fiume Telo per fornire energia idraulica ai quattro mulini
per la macinazione di frumento, granturco, castagne provenienti dai boschi circostanti.
Il SENTIERO DELLE ESPRESSIONI, nella frazione di Posa, (840mt). Si parcheggia e si sale a piedi, dall’Alpe Nava punto
di partenza, per circa sette chilometri tra boschi e prati fra cui ammirare sculture in legno.
La FUNIVIA DI PIGRA, di cui abbiamo accennato. A Pigra si può visitare AL CASON ex sede di una delle prime Società di mutuo soccorso fondata nel 1877 che vantava tra i soci Giuseppe Garibaldi.
Da Pigra partono molti sentieri e percorsi dove si gode di bellissime vedute.
Nel Borgo il primo di gennaio si può ammirare il tradizionale presepe vivente I CAPELL, una storica manifestazione con più
di 100 figuranti che occupano vicoli e stradine, raccontano la natività.
In estate la FESTA DI SANT’ANNA, con polenta e missoltino (pesce essiccato), incorpora eventi culturali come il festival
TERRA&ACQUA, progetto culturale itinerante di Davide Van De Sfroos, intento a valorizzare il patrimonio del territorio lombardo attraverso musica, poesia, cinema, arte e tradizioni locali.
La SAGRA DI SAN GIOVANNI (giugno/luglio), stupendo lo spettacolo pirotecnico che illumina l’Isola Comacina e la Zoca de l’oli, visibile da Argegno che comprende il tratto di lago tra i borghi di Ossuccio, Sala Comacina e Isola Comacina (zona di coltivazione degli ulivi). Centinaia di lumini galleggianti vengono messi nelle acque del lago.
ESTATE AD ARGEGNO, con proposte che vanno dai giochi in legno del passato, “i giochi dei nonni”, a proiezioni cinematografiche e mostre.
ARGEGNO SOTTO LE STELLE, con mercatini di antiquariato, artigianato e collezionismo (tra luglio e agosto).
ARGEGNO DIVINO, con degustazioni di vini e prodotti locali (maggio).
La tradizione gastronomica crea equilibrio tra il pesce di lago e gli ingredienti della montagna. È uno dei Borghi migliori
per mangiare pesce fresco, come il luccio.
I pizzoccheri, il brasato e i formaggi d’alpeggio (semuda, zincarlin, latteria) , si possono trovare in locali storici come la Griglia.
Conchiglie con salame, pasta condita con salame, cavolfiore, pomodoro, cipolla, burro, salvia e rosmarino.
Polenta uncia, burro, aglio, formaggi locali, polenta e misultin, polenta taragna, con farina di grano saraceno.
Ricette a base di pesce, missoltini, lavarello alla griglia o burro e salvia, persico con il famoso risotto.
Pesce in carpenteria, carpione marinato con aceto, cipolle e aromi.
Salumi artigianali quali salame, bresaola locale, pancetta.
La cacciagione data la vicinanza con valle d’Intelvi prevede il cervo, il capriolo spesso serviti con mirtilli e polenta (storica locanda Sant’ Anna).
Per quanto riguarda i dolci propone quelli della tradizione lariana, miascia, cutizza (frittella), pan meino e biscotti rustici.
Ma tipico è il Mataloch, pane dolce, con frutta secca e miele, preparato seguendo antiche ricette.
Il CONCORSO SCRITTURE DI LAGO ha avuto tra i suoi finalisti un autore inedito che ha ambientato il suo racconto ad Argegno.
“L’AMORE SENZA NAVIGATORE” di TOMASZ PERCZYNSKY, finalista Premio Regio Insubrica 2021

Crediti
Foto di copertina: Valerio Carletto – CC BY-SA 4.0
