bellagio

COMUNE DI BELLAGIO
Provincia Como

PATRONO
San Giacomo, 25 luglio

ALTITUDINE
m. 229 s.l.m.

ABITANTI
3503

INFO TURISTICHE
Info point Bellagio
Piazza della Chiesa 14 – 22021 Bellagio CO
Tel. +39 031951555
https://www.bellagiolakecomo.com/it

https://www.comune.bellagio.co.it
comune.bellagio.co@halleycert.it


Bellagio Statua labbraccio foto di Marizia Bonetto CC BY NC SA 2.0
Foto di Marizia Bonetto – CC BY-NC-SA 2.0

“La sera prima Giovanni si era addormentato in una Lombardia libera e si era risvegliato in una “zona rossa” blindata e con un virus letale in giro. Si alzò dal tavolo e aprì la finestra per godere della vista rilassante del Lago di Como e scaldare il viso sotto il sole di marzo che, come ogni mattina, inondava i giardini delle ville private, i lussuosi hotel vuoti della famosa Bellagio e la baracca in lamiera che, fino al giorno prima, Giovanni aveva diviso con Roberto, il suo capo, e tutta la squadra dei muratori. Sciacquò la faccia con dell’acqua fredda e uscì nel cortile dell’hotel”.

(“BELLA.GIO” di TOMASZ PERCZYNSKI)


Bellagio Mappa By Sette quattro CC BY SA 4.0
Immagine di Sette-quattro – CC BY-SA 4.0

Bellagio e le sue magiche lacustri atmosfere, offre un panorama di paesaggi unici al mondo e fruibili in ogni stagione dell’anno.  Ci si può perdere tra i vicoli silenziosi e negozietti, visitare giardini di magnifiche ville, gustare piatti tipici, sostare in un caffè o semplicemente godersi una passeggiata lungolago circondati da Prealpi e Alpi verso nord. Famosa per l’accoglienza che riserva ai suoi visitatori, è definita la “perla del Lago di Como” e attrae a sé migliaia di turisti tutto l’anno. Si colloca su di un promontorio: il vertice del Triangolo lariano che divide il lago in due rami di Como e di Lecco e da cui partono battelli che permettono di raggiungere le località di entrambi. Il nome deriva probabilmente da Bellus locus, bel posto. Oppure da bilacus, due laghi, per la posizione che divide i due rami del Lago di Como.

Già famosa ai tempi dei romani, deve la sua importanza alla posizione strategica al centro del lago e fu, per questo, molto contesa. Anche la “villeggiatura” in questo luogo incantevole ebbe origini antiche. Il primo villeggiante fu Plinio il Giovane, I secolo d.C., scrittore latino che lì possedeva due ville, utilizzate per dedicarsi allo studio, alla scrittura ma anche alla caccia e alla pesca.

Bellagio panorama By RaminusFalcon CC BY SA 3.0
Foto di RaminusFalcon – CC BY-SA 3.0

Nell’Alto Medioevo Bellagio fu dominata da Como e nel 1100 fu un libero comune, sede di tribunale. Ma con il Barbarossa fu costretta nel 1154 a giurare nuovamente fedeltà a Como.

Nel XIII secolo entrò a far parte del Ducato di Milano con la famiglia Visconti. Bellagio ebbe il compito di sorvegliare e difendere il lago. Fu nominato un magistrato detto Capitano del Lario che disponeva di due grosse imbarcazioni con venti rematori e sessanta soldati, conosciute come correbiesse, con cui perlustrava il lago e dava la caccia a contrabbandieri e pirati. A sostegno dei comuni lariani si formò la Comunità delle Terre di Lago che rimase attiva per due secoli.

Il XVI secolo ricorda la dominazione oppressiva spagnola sulla Lombardia e quindi su Bellagio per duecento anni. Periodo storico ricordato da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi. Di quegli infausti anni rimane a memoria una costruzione, la scalinata spagnola denominata Derta che da Guggiano va a San Primo. 

Ne 1535 il feudo di Bellagio fu acquistato dalla famiglia Sfondrati e alla morte dell’ultimo conte senza eredi, nel 1788 passò alla famiglia Serbelloni, una delle più nobili e ricche famiglie lombarde. Alessandro Serbelloni fece costruire all’interno del parco di Villa Serbelloni, piste carrozzabili, viali, sentieri per una lunghezza di circa diciotto chilometri.  I Serbelloni trasformarono Bellagio in un centro aristocratico di villeggiatura.

Nel periodo napoleonico, con la creazione della Repubblica Cisalpina e poi del Regno d’Italia napoleonico, vennero portate riforme amministrative e civili importanti. Bellagio fu polo aristocratico dove la nobiltà trascorreva lunghi periodi di vacanza circondandosi di ospiti illustri, artisti e poeti. Si arricchì di nuove ville e giardini e avviò un processo di trasformazione che porterà nell’Ottocento alla nascita dei grandi alberghi e della “corte lacustre”.

Nel 1815 entra nell’orbita austriaca, la sua fama cresce per la bellezza naturale e per le ville lì sorte.

Tra il 1914 e il 1918 a causa della Prima Guerra mondiale il turismo si fermò. Il Grand Hotel Bellagio divenne una caserma e parte degli arredi vennero utilizzati come legna da ardere. La popolazione visse tutte le difficoltà legate alla guerra.

Durante il periodo fascista, 1922/1943, si ripropose con la sua vocazione turistica ma le strutture alberghiere vennero a volte utilizzate per ospitare eventi politici o per ospitare personalità legate al regime.

La Seconda guerra mondiale, 1940/1945, non portò in Bellagio combattimenti diretti, grazie alla sua posizione relativamente isolata ma visse requisizioni di ville e alberghi da parte di fascisti e tedeschi, presenza di sfollati e militari.

Bellagio gondola Francesco Melzi By Bramfab CC BY SA 4.0
Gondola di Francesco Melzi D’Eril
Foto di Bramfab – CC BY-SA 4.0

L’economia di territorio di Bellagio nel passato fu molto simile a quella dei borghi del Lario, quindi di sussistenza. Coltivazioni su terrazzamenti di cereali, viti, castagni, olivi. Allevamento di ovini per produrre lana grezza. Pesca. Cantieristica lacustre. Il ruolo militare del Capitano del Lario, nel XII secolo, creò manodopera di carpentieri, fabbri, marinai, guardie. Con gli Sfondrati e poi i Serbelloni l’economia si specializzò con gelsi e filande per la prodizione della seta. Sorsero manifatture locali legate alla tessitura, falegnameria, lavorazione del ferro. Fiorirono il commercio e gli scambi con Menaggio, Varenna, Lecco e Como per il trasporto di legname, carbone, calce e vino. L’agricoltura si affinò con produzioni di pregio di olio del Lario, vino del promontorio e frutteti. Nacquero le prime forme proto-turistiche per ospitare viaggiatori, pellegrini, funzionari. Con Francesco Melzi d’Eril, che fece costruire Villa Melzi, cambiò l’identità economica di Bellagio. Privati e aristocratici costruirono ville, giardini e infrastrutture. Si specializzarono alcuni lavoratori come i giardinieri, gli scalpellini, i decoratori, gli stuccatori, gli architetti e il personale in servizio alle ville. L’economia locale si assestò così sui servizi di alto livello, ospitalità e immagine, con una clientela di inglesi, tedeschi, americani, russi. Tra il 1815 e il 1900 Bellagio diventò capitale della villeggiatura internazionale. Nel 1825 si ha notizia del primo albergo, l’Albergo Bellagio, che faceva concorrenza per sfarzo ed eleganza ai lussuosissimi alberghi delle capitali europee.  Si trattava della trasformazione di una vecchia osteria di Abbondio Genazzini e poi successivamente ancora trasformato nel primo vero hotel del Lario, l’Hotel Genazzini. Nel 1888 si ricordano gli altri due maggiori alberghi, accanto a quello già citato, Grande Hotel Bretagne e Grand Hotel Bellagio. Molti personaggi di rilievo soggiornarono a Bellagio. Si pensi che durante la Belle Époque, operavano ben tre teatri. Il grande musicista Franz Listz, vi trascorse una lunga luna di miele con la contessa D’Agoult e lì compose alcune delle musiche più importanti. 

Tutto ciò la portò dopo il 1945 ad abbandonare definitivamente la passata vocazione agricola e artigianale che avevano sostenuto il borgo per secoli. 

Hotellerie di fascia alta, ristorazione e gastronomia, commercio turistico, sevizi nautici, eventi, congressi, conferenze internazionali, riunioni aziendali sono il motore odierno dell’economia che si regge sul turismo di lusso e sul mercato immobiliare verso acquirenti che cercano dimore storiche e appartamenti di prestigio. Il commercio e l’artigianato sono ancora fonti di reddito importanti nel settore dell’abbigliamento, moda e prodotti enogastronomici locali, con forte richiesta da parte dei turisti stranierei.

Molti personaggi illustri sono stati ospiti a Bellagio e sarebbe un torto citarne solo alcuni, diciamo che tra essi vi si trovarono teste coronate, artisti e scrittori e negli ultimi anni numerosi attori del cinema ne subirono il fascino.

Nell’attualità gli artisti e intellettuali frequentano ancora periodicamente Bellagio, ospiti del BELLAGIO CENTER della ROCKEFELLER FOUNDATION che organizza mostre d’arte contemporanea presso la TORRE delle ARTI di BELLAGIO. Più di recente ha ospitato figure del calibro di KAI BIRD, storico e vincitore del Premio Pulitzer.  ERIC LIU, scrittore e lider civico. È stata parte e ospite dell’esclusivo gruppo di intellettuali internazionali anche MAYA ANGELOU (1928-2014), una delle più influenti poetesse, scrittrici e attiviste per i diritti civili statunitensi. MICHAEL ONDAATJE, autore de Il paziente inglese. Tra gli artisti visivi e creativi che hanno esposto si ricordano DAVIDE ANDREOLI, BRUNO VALSECCHI E FILIPPO BORELLA.

Il fascino di Bellagio è prima di tutto panoramico. Con lo sguardo si abbraccia parte del Lago di Como a cui si aggiungono le ville, gli alberi, i fiori, le pittoresche scalinate, la varietà di passeggiate. Inoltre, è un ottimo punto di partenza per passeggiate lungo la riva del lago e per i sentieri che la collegano alle frazioni. Da qui si può raggiungere il Monte San Primo, poco distante dal Ghisallo dove troviamo il Santuario e il Museo del ciclismo. Le ville che tanto colpiscono piacevolmente lo sguardo e meritano menzione sono:

Bellagio villa Melzi By Daderot Public Domain
Villa Melzi
Foto di Daderot – Public Domain

VILLA MELZI d’ERIL, pensata e realizzata da Francesco Melzi d’Eril, duca di Lodi e vicepresidente della Prima Repubblica italiana al tempo di Napoleone. Realizzata tra il 1808 e il 1810 neoclassica e priva di elementi architettonici decorativi. Celebre per i suoi immensi giardini botanici affacciati sull’acqua. Progetto affidato a Luigi Villoresi e all’architetto Luigi Canonica che si erano già occupati della sistemazione del Parco di Monza. La visita ai giardini comprende la cappella ed il museo. 

bellagio Villa Foto di Bjorn Agerbeek su Unsplash
Grand Hotel Villa Serbelloni
Foto di Bjorn Agerbeek su Unsplash

VILLA SERBELLONI, fu proprietà del Conte Serbelloni che vi si dedicò anima e corpo, in particolare all’immenso parco. Caduta poi in disuso, nel 1870 fu affittata da Antonio Mella che ne fece una dipendenza dell’ALBERGO de la GRANDE BRETAGNE. Nel 1907 venne venduto ad una società svizzera che ne fece l’ALBERGO SERBELLONI ma nel 1959 la principessa Ella Walker, ultima proprietaria, lo lasciò in eredità alla Fondazione Rockefeller.  Solo i giardini sono visitabili e le visite sono organizzate dal Comune di Bellagio.

VILLA GIULIA, (XVIII secolo), eretta dal conte Pietro Venini, sulla casa di villeggiatura della famiglia Camozzi e dedicata alla moglie di questi, Giulia. Da Venini passò al re del Belgio, Leopoldo I che vi soggiornò con poca assiduità. Passò di mano in mano fino agli attuali proprietari. 

VILLA GERLI TRIVULZIO, (fine 1700) con all’interno l’antichissima chiesa di SANTA MARIA di LOPPIA. Il parco all’inglese fu disegnato dal Balzaretto, abilissimo nel creare scenografici scorci panoramici. In fondo al parco si trova un mausoleo neogotico.

VILLA PLACIDA, splendida villa ammirabile solo in barca o kayak

VILLA TROTTI, nella frazione di San Giovanni, nel 1752 una casa di campagna venne trasformata dal marchese Ludovico Trotti in una sontuosa villa circondata da un meraviglioso giardino all’italiana poi trasformato da un discendente in giardino acquatico tropicale. La villa comprende una spiaggetta riparata da un molo raggiungibile da una scalinata in pietra a semicerchio. 

VILLA BELMONTE, storica dimora nel borgo di Bellagio, rinomata per la sua vista panoramica già immortalata nel XIX secolo.

VILLA BUTTAFAVA, immersa in un bosco bellissimo di piante secolari, conosciuta come VILLA PIETRALUNA per un masso erratico proveniente dall’Alta Valtellina circondato da numerose leggende. 

Tra i luoghi caratteristici vi è PUNTA SPARTIVENTO, panorama suggestivo con vista su Varenna, Menaggio, le Prealpi e i due rami del lago di Como e di Lecco che si aprono verso sud.

BORGO DI PESCALLO, baia di pescatori, ideale per una passeggiata rilassante con pausa consigliata da Pescallo Bay, Food & Drink Takeaway, panini imperdibili con ingredienti di prim’ordine e gastronomia.

BASILICA di SAN GIACOMO, edificio romanico dell’XI secolo, situato nella parte centrale del Borgo.

Bellaqgio panorama con barca By Zairon CC BY SA 4.0
Foto di Zairon – CC BY-SA 4.0

Il calendario annuale degli eventi a Bellagio offre appuntamenti fissi e festival ricorrenti. In estate, da giugno ad agosto il FESTIVAL di BELLAGIO e del LAGO DI COMO anima la zona con concerti sinfonici e tributi a grandi compositori come Liszt, spesso ospitati nell’esclusivo Salone Reale del Grand Hotel Villa Serbelloni o nelle suggestive chiese storiche del Borgo. Numerosi sono i mercatini dell’artigianato e hobbistico, le mostre espositive, gli eventi che si succedono anche nelle frazioni. APERITIVO al TRAMONTO, organizzato più volte durante l’anno dalla proloco, come pure le RASSEGNE  CINEMATOGRAFICHE a Civenna con film e dibattiti. Il 6 gennaio, si da vita al PRESEPE VIVENTE a PESCALLO, con figuranti e scene di vita tradizionale.

Partono da Bellagio, tutto l’anno, tour privati in barca alla scoperta dei luoghi circostanti ma anche battelli e traghetti di linea, navigazione Lago di Como, nonché noleggio di barche senza skipper che permettono, con una guida semplice, di esplorare in autonomia.

Bellagio unisce i sapori del lago con quelli della tradizione contadina montana.

Il TOC, polenta mantecata con burro e formaggio d’alpe, lavorata a lungo nel paiolo di rame.

POLENTA UNCIA, polenta taragna con burro fuso, aglio, salvia e formaggio tipico.

RISOTTO al PERSICO.

I MISSULTINI, agoni essiccati e grigliati serviti con polenta.

PESCE di LAGO, persico, servito con burro e salvia, lavarello e agone.

FORMAGGI LOCALI, Semuda e Zincarlin, Magro di Bellagio, un vaccino semiduro tipico del Borgo.

BURRO NOSTRANO DI LATTERIA.

OLIO del LARIO, pregiato olio extravergine DOP fruttato, prodotto nel microclima del lago.

MIASCIA, dolce povero della tradizione contadina a base di pane raffermo, latte, frutta, amaretti, farina gialla.


Bellagio sera panorama Foto di Nirmal Rajendharkumar su Unsplash scaled
Foto di Nirmal Rajendharkumar su Unsplash

Tra gli autori finalisti inediti che hanno partecipato al CONCORSO SCRITTURE DI LAGO, citando Bellagio, ricordiamo:

“L’AMORE SENZA NAVIGATORE” di TOMASZ PERCZYNSKY, finalista Premio Regio Insubrica 2021

“ROCCO E I SUOI MODELLI” di FEDERICA LOMBARDO, finalista Premio Regio Insubrica 2021

“BELLA.GIO” di TOMASZ PERCZYNSKY, finalista Premio Regio Insubrica 2020

“L’INCARICO” di ENNIO CODINI, finalista Premio Regio Insubrica 2020


Pittogramma
Crediti

Foto di copertina: Lewis J Goetz by unsplash