Brunate

BRUNATE


COMUNE DI BRUNATE
Provincia Como

PATRONO
Sant’Andrea Apostolo, 30 novembre

ALTITUDINE
m. 715 s.l.m.

ABITANTI
1567

INFO TURISTICHE
Infopoint Brunate
c/o Comune, Via Alla Chiesa 2
Tel. +39 031/220301

https://www.comune.brunate.co.it/it
comune.brunate@pec.provincia.como.it


Brunate panorama
Foto di Guilhem Vellut – CC BY 2.0

“Voglio vedere le mie montagne affacciarsi sulla distesa d’acqua lacustre, voglio sentirne l’odore,
voglio godermi il lento scendere del sole d’autunno sul monte Croce,
la luce che rende violacea Brunate, che si erge proprio di fronte.
Il faro pare un dito che punta dritto verso il cielo, verso un Dio che ci protegge da lassù…

(“OGNI GESTO D’AMORE SARA’ PER TE” di ALESSANDRA RODA)


Brunate mappa By Sette quattro CC BY SA 4.0
Immagine di Sette-quattro – CC BY-SA 4.0

Brunate è un Borgo suggestivo che sovrasta la città di Como e si affaccia dal Monte San Maurizio.

Il panorama mozzafiato permette, nelle nitide giornate, di ammirare il massiccio del Monte Rosa, la Pianura Padana (dal monte Uccellara, punto più alto del territorio), e addirittura gli Appennini in lontananza. Per questo motivo è anche conosciuto come “Balcone delle Alpi”.

È comodamente collegato con una funicolare alla Città di Como.

Il Borgo comprende, sul crinale orientale, il nucleo originario montano, mentre su quello occidentale si è espanso con alberghi, residenze, grazie all’afflusso turistico favorito dalla funicolare.

Lo storico passato di Brunate si diparte dalle probabili origini celtiche. Vi furono anche insediamenti stanziali nella sottostante pianura di Convalle, di Liguri, Insubrici, e Galli, avvallate da ritrovamenti archeologici e dai soprannomi attribuiti al Borgo, Monte dei Santi, Balcone sulle Alpi.

Con la dominazione di Carlo Magno e fino alla fine del X secolo la comunità gestì autonomamente i castagneti sulla collina.

Dal XII secolo si costituì come un’entità amministrativa autonoma, Libero Comune, dotata di magistrati e istituzioni comunali.

Indipendenza che cessò nel 1240 quando il comune fu nuovamente annesso a Como, pur restando un luogo difficile da raggiungere, come si evince dalla costruzione del monastero femminile S. Andrea nel 1340. Da questo periodo si registra una fase di isolamento, legato alla vita religiosa.

Nel 1335 passò con Como sotto la signoria viscontea di Milano.

A metà Cinquecento contava di soli 156 abitanti.

Nel periodo della dominazione austriaca 1714, iniziò la lenta ripresa economica e demografica.

Nel Catasto Teresiano settecentesco si registra una specializzazione nella costruzione di strumenti ottici, rinomati anche all’estero.

Nel 1817 fu costruita la mulattiera, chiamata Via delle Scalette, così da poter collegare il Borgo con Como.

Luigi Porlezza, autore di fine Ottocento, scriveva che un amico ne aveva contato i gradini, ben 1630.

Oggi i gradini si conservano solo parzialmente, ma il fascino di questo “cammino” si mantiene inalterato, parola di chi scrive.

Tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, si ebbe una grande espansione dell’abitato, con costruzione di alberghi e case di villeggiatura.

Durante la Prima guerra mondiale Brunate ha rivestito un ruolo strategico. Si trovava nelle retrovie della “Linea Cadorna”, progettata per protegger il confine italo-svizzero “. Consentiva una visibilità panoramica strategica di controllo. Luogo di rifugio per chi cercava scampo dalla guerra.

Anche nel periodo della Seconda guerra mondiale il Borgo è stato rifugio per molti milanesi che sfuggivano ai bombardamenti in città. La popolazione passò da 1.300/1.500 persone a oltre 5.000 abitanti. In ricordo di quei bui tempi a Brunate si trova un monumento dedicato a Salvo D’Acquisto il vicebrigadiere che, nel 1943, sacrificò la propria vita per salvare civili innocenti.

Un tempo il Borgo era noto per la coltivazione di cipolle e per i suoi castagni ma l’agricoltura ha vissuto un abbandono dopo la Seconda guerra mondiale ed è stata sostituita da un modello di turismo sostenibile e rigenerativo, che mira a lasciare un luogo migliore di come l’ha trovato. Tutto ciò con il contributo di realtà quali fondazione Cariplo e Regione Lombardia che interagisce con il portale Comozero.

Brunate B N Vintage postcard Public Domain
Brunate funicolar 1950s Vintage postcard,
Public Domain

Infatti, l’economia del territorio si lega alla seconda metà del XIX secolo. Con lo sviluppo del turismo sul lago di Como, si scoprì la bellezza e la tranquillità di questo Borgo per una villeggiatura non distante dalla città. Fu realizzata una strada, fu costruita la Funicolare, utile ai turisti ma anche agli abitanti.

Attualmente è ancora il turismo la ruota motrice di questo luogo, che attira visitatori grazie al panorama e al Faro Voltiano.

Come ci è dato comprendere i luoghi d’interesse sono molto importanti per Brunate e il suo turismo.

Brunate Faro Voltiano By Maurizio Moro5153 Own work CC BY SA 4.0

Il FARO VOLTIANO dedicato ad Alessandro Volta fu proposto dal Santo Don Luigi Guanella, nel 1899 in ricordo dello scienziato. Il Vescovo di Como non accettò la proposta e optò per la costruzione di un faro in legno smontabile che fece installare per le Voltiadi, manifestazioni a ricordo di Volta, del 1899 e del 1927.

Nel 1927 l’Associazione Postelegrafonici fece costruire un faro alto 29 metri con luci che ricordavano la bandiera d’Italia e visibili a 40 chilometri. I colori erano anche simboli di Fede, Scienza e Carità.

La scala a chiocciola costruita all’interno, 143 gradini, porta a due balconi dove si ammira un bellissimo panorama.

La STRADA REGIA, lunga 35 chilometri, collega Como-Brunate a Bellagio. La prima mappatura risale al 1721 ma si presume che il percorso abbia antiche origini preromane.

Nei primi decenni de 1900 fu sostituita dalla Strada lariana 583 che in alcuni tratti si sovrappone alla mulattiera antica.

La CHIESA DI S. ANDREA diventa chiesa parrocchiale di Brunate nel 1654. All’interno affreschi seicenteschi e lapidi immurate. Di rilievo è l’organo realizzato dai maestri Serassi-Prestinari.

Brunate Chiesa S.Andrea foto di Guillhem Vellut

La FONTANA DEL CAMPARI, davanti a Villa Giuliani. Costruita nel 1935 da Giuseppe Gronghi per pubblicizzare l’azienda Campari di Milano.

Gli EDIFICI rappresentano un campionario delle oscillazioni del gusto dell’epoca dall’eclettismo al liberty e comprendono architetture di fascino:

VILLA PIROTTA, maestosa, progettata dall’architetto Federico Frigerio. La scala d’ingresso scolpita dal famoso artista e scenografo Ludovico Pogliaghi.

VILLA CANTALUPPI GIULIANI, raffinata in stile liberty.

VILLA RUBESCHINI ANCONA-CAPE’, sempre in stile liberty.

Tra i personaggi importanti risieduti nel Borgo, o ad esso legati, merita menzione PENCHO SLAVEJKOV, poeta bulgaro, in viaggio in Italia per trovare sollievo ai suoi problemi di salute. Qui morì. Due lapidi poste su di un muro dell’Hotel Bellavista ricordano la data della sua morte,10 giugno 1912.

ADA MERINI, poetessa milanese, molto legata a Brunate. Le è stato dedicato un Premio Internazionale di Letteratura che si tiene nel Borgo. Frammenti di sue poesie sono scritte lungo il percorso pedonale che sale da Como.

GIAMPIETRO NERI, poeta legato al premio Internazionale di Letteratura ADA MERINI.

MILO DE ANGELIS, poeta e scrittore legato al contesto culturale letterario di Brunate.

Anticamente, CECILIO, poeta latino, fu citato negli itinerari letterari del luogo.

BENEDETTO GIOVIO, storico e letterato, XVI secolo, ha citato Brunate nei suoi scritti.

Tra gli artisti contemporanei si ricorda:

AIKO SHIMOTSUMA, che nel 2025 per il progetto “Una boccata d’aria”, ha creato installazioni interattive e site-specific (gli interventi nascono dalle caratteristiche uniche del luogo), come Feeling is all e la serie Matter is void (3 sculture) con un design che non ingombra ma rivela la bellezza già insita nel territorio dando priorità alle esperienze sensoriali e spirituali del visitatore, ispirato alla natura e ai colori del lago.

Il Borgo è stato tradizionalmente meta di pittori e artisti attratti dal panorama montano e lacustre.

ALBERTO SARTORIS, architetto europeo, citato in esposizioni storiche presso la galleria d’arte La Colonna, legata alla tradizione artistica locale.

ARTISTI DELL’ESPOSIZIONE DEL 1909, testimonianza di una presenza artistica di pittori e scultori. 

Brunate offre un ricco calendario di eventi, tra di essi spicca, per particolarità, la SAGRA DELLA CIPOLLA, a ottobre, presentata in vari piatti tradizionali e punti ristoro lungo le vie.

FESTA DI SAN MAURIZIO, a settembre, celebrazione religiosa e popolare, con musica, giochi per grandi piccini e degustazioni tipiche.

FESTA PATRONALE DI SANT’ANDREA APOSTOLO, fine novembre, dedicata al patrono, momento di grande aggregazione comunitaria.

SAGRA SEMM CUNASCH, agosto/settembre, organizza la Polenteria di Brunate, dedicata alla cultura, tradizione e cucina comasca.

APERITIVO ITINERANTE, settembre, crea un’atmosfera festosa con vari punti ristoro.

In passato Brunate ha ospitato nelle ville storiche scrittori come Andrea Vitali, per presentazioni di libri. 

Nel 2025 Lake Como Walking Festival organizzò l’apertura di tre ville liberty legate al cinema sulle tracce di Federico Fellini.

CANNONE DI MEZZOGIORNO, tradizione storica che risale al 1912 e oggi richiamo per i turisti. Spara un colpo a salve alle ore 12:00, udibile a Como e nei paesi limitrofi. Un tempo era nel castello di Como ma spostato a Brunate perché il suono si propagasse maggiormente.

Dal punto di vista culinario i piatti tipici imprendibili sono:

la polenta uncia con burro aglio e salvia, o taragna, la rustisciada, si tratta di salsiccia e costine di maiale rosolate servito con polenta, i pizzoccheri, le tagliatelle ai porcini, i pesci come il lavarello e persico e gli agoni essiccati, brasato, stufato d’asino, salumi e formaggi locali.


Brunate al tramonto By Maurizio Moro5153 Own work CC BY SA 4.0
Foto di Maurizio Moro5153 – CC BY-SA 4.0

Due opere inedite, che raccontano del Borgo, sono state inserite come finaliste partecipanti
al CONCORSO SCRITTURE DI LAGO. Si tratta di:

“IL SANGUE DEI RANDAGI” di UMBERTO MONTIN, finalista Premio Laghi 2025

“OGNI GESTO D’AMORE È PER TE” di ALESSANDRA RODA, finalista Premio Regio Insubrica 2022

“IL CHEPI’ DEL MUSICANTE” di IVAN SERGIO CASTELLANI, vincitore Premio Regio Insubrica 2020          


Pittogramma
Crediti

Foto di copertina: Stefan Vladuck – CC BY-SA 4.0
Faro Voltiano: Maurizio Moro5153 – CC BY-SA 4.0
Chiesa S. Andrea: Guilhem Vellut – CC BY 2.0