
CARATE URIO
COMUNE DI CARATE URIO
Provincia Como
PATRONO
Santi Giacomo e Filippo, 3 maggio
ALTITUDINE
m. 199 s.l.m.
ABITANTI
1087
INFO TURISTICHE
L’Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (I.A.T.)
c/o Comune, Via Regina 105, Carate Urio (CO)
Tel. +39 031/400132
https://www.comune.carateurio.co.it
protocollo@comune.carateurio.co.it
https://www.instagram.com/comune.carateurio/
“L’Innominato era un battello sempre semivuoto, ma più piccolo del precedente.
A parte due turisti Giapponesi silenziosi e due capitani che chiacchieravano, Luca e Aurora erano soli.
Si sedettero nuovamente fuori, perché nessuno li vedesse.
“È’ difficile non dire la verità”.
“Per la maggior parte delle persone non è un problema, ma hai ragione.
Anch’io da qualche minuto mi sto mordendo la lingua…Luca con un gesto le chiuse le labbra immaginando di chiuderle anche il destino”.
(“L’AMORE SENZA NAVIGATORE” di TOMASZ PERCZYNSKY)
Carate Urio, Borgo sotto le pendici del Monte Bisbino, offre uno scenario romantico grazie ai suoi meravigliosi giardini botanici con piante esotiche. È situato sulla sponda occidentale del ramo comasco del Lario.
Costituito da due nuclei abitativi. Urio in posizione panoramica, su un pendio, è ricca di ville e residenze. Un tempo vi sorgeva un castello, i cui resti sono incorporati nell’Ottocentesca villa sede del Centro internazionale di Studi dell’Opus Dei.
Carate degrada verso il lago ed è caratterizzato da vicoli a scalinate in sasso con archi e abitazioni antiche.
Il suo nome pare di origine celtica, Carate “luogo della pietra”, in riferimento forse alle cave di sasso di Moltrasio, usate nell’antichità nelle costruzioni. Etimologi ritengono che possa essere di origine latina con significato di “terra baciata dal sole”. Le sue origini sono antiche come testimoniano le lapidi dei Galli ed epigrafi di epoca romana.
Nel 1335 Urio è già citato come feudo della famiglia della Porta fino al 1784.
A partire dal 1510 Carate fu accorpato al comune di Laglio, facente parte della Pieve di Nesso del Ducato di Milano.
Nel 1647 divenne un feudo della famiglia del duca Francesco Gallio e vi mantenne i diritti feudali fini alla seconda metà del XVIII secolo.
Per Decreto napoleonico nel 1807 fu ricongiunta a Laglio ma con la restaurazione il Decreto venne abrogato in quanto Carate venne a far parte della provincia di Como del Regno lombardo-veneto sotto il dominio austro-ungarico.
Per un breve periodo, 1859, venne, come le province della Lombardia, annesso al Regno di Sardegna. Nel 1927 con Regio Decreto i due comuni vennero unificati. Si era in periodo fascista in cui si cercava di ridurre il numero dei comuni per centralizzarne l’amministrazione.
Nella Prima guerra mondiale Carate Urio non fu direttamente coinvolta nei combattimenti ma a pochi chilometri la Batteria Cardina rientrava nell’area della Linea Cadorna, il sistema difensivo costruito per contrastare un’invasione austro-tedesca.
La Seconda guerra mondiale fu vissuta intensamente poiché luogo attivo della lotta partigiana. Dopo l’armistizio venne istituito un Comitato di liberazione nazionale di Carate Urio che coordinava i distaccamenti partigiani che contrastavano i nazi-fascisti.
Nell’inverno del 1944 rastrellamenti colpirono duramente partigiani e popolazione civile.
Nel maggio del 1945 vennero riportate le salme dei partigiani caratesi caduti durante la liberazione tra la commozione e disperazione dei cittadini.
L’economia di territorio del Borgo è orientata verso il turismo. Si è evidenziata negli anni una richiesta di aumento di case vacanza e di servizi per la ristorazione, essendo una tappa della “Via Verde”, un tratto panoramico suggestivo e romantico che permette di scoprire i borghi del Lario. Inoltre, largo spazio ha il settore immobiliare di lusso, testimoniato dagli immobili di alto pregio. Impulso notevole, rispetto ai comuni limitrofi, è dato dalla presenza di servizi avanzati con attività professionali, finanziarie, legali, interior design specializzati, figure nel settore del benessere, nel settore nautico, servizi premium per case e ville.
Foto di Kaitu – CC BY-SA 4.0
Il Borgo storicamente legato all’arte e alla lavorazione della pietra ha ospitato artisti nel corso del Novecento.
Tra il Quattrocento e il Cinquecento la zona era nota per l’estrazione di pietra grigia e dei suoi lapicidi e scultori. Importanti GIOVANNI, BELTRAME, BATTISTA, DONATO, e FILIPPO da SALTRIO/URIO, per le lavorazioni di lapidi a traforo.
ADA ACHALK, che nel 1929 da Carate Urio giunse a Varese, attiva alle Permanenti di Milano.
Il Borgo ha ospitato anche diversi personaggi legati alla letteratura sia come villeggianti o spesso attratti e ispirati dalle bellezze del luogo.
LIALA (AMALIA LIANA NEGRETTI ODESCALCHI), autrice di romanzi rosa, che ha trascorso la sua infanzia tra Carate e Urio dai nonni materni e ha descritto questi luoghi come fondamentali per la sua formazione. A lei è stata dedicata la
Biblioteca comunale, in segno di rispetto e per l’importanza delle sue opere.
ALFONSO GATT, poeta e scrittore. Esistono appunti e documenti del periodo Carate Urio scritti da lui e dalla moglie GRAZIANA PENTICH.
FRANCESCO CUSANI CONFALONIERI, scrittore storico, si ricorda tra l’altro la sua conferenza nel 1928 su “Carate nel passato, nel presente, nell’avvenire”.
Attualmente il borgo è inserito nello stimolante contesto culturale e artistico del lago di Como.
Carate Urio, dolce, suggestivo e accogliente offre ai visitatori molti luoghi di arte.

CHIESA DI SANTA MARTA, del Primo secolo dopo Cristo, anticamente SS. Nazario e Celso. Un recente restauro ne ha portato alla luce lo splendore. All’interno numerosi affreschi del quindicesimo secolo.
PARROCCHIA DI SS QUIRICO E GIUDITTA, con un antico campanile in stile romanico del dodicesimo secolo. La posizione la rendono caratteristica, si trova tra il Lago di Como e la montagna di Brunate, con vista su tutta la valle.

La CHIESA DELLA NATIVITA’, piccola chiesa settecentesca nel cuore storico del Borgo, collocata tra vicoli stretti e case di pietra.
CASTELLO DI CARATE URIO, eretto nel tardo Seicento su un’antica fortificazione. Molte casate ne entrarono in possesso, finché nell’Ottocento, i nuovi proprietari, Melzi d’Eril, fecero elevare due torrette merlate con la realizzazione di altre decorazioni, conferendo alla struttura un carattere romantico. Sistemarono il parco fornendolo di glicini che degradano verso il lago. Sede della Fondazione Opus Dei.
Passeggiata lungo la VECCHIA STRADA REGINA, ricca di angoli incantati e spiagge libere, da percorrere sia a piedi che in bicicletta e passeggiate sui MONTI DI URIO e per trekking più audaci e panorami ALPE URIO.
LAKE COMO BOAT ADVENTURE, escursioni in barca.
LUNGOLAGO CARATE URIO, passeggiata tra vedute e case antiche.
Gli eventi sono vari e in diversi ambiti.
FESTA DI SANTA MARTA, fine luglio, con spettacoli teatrali dialettali e concerto bandistico.
CARNEVALE DEI BAMBINI, con labori creativi, giochi e spettacoli.
EVENTI CULTURALI E MUSICALI, che solitamente coinvolgono le chiese locali (Chiesa della Natività) e il centro storico.
MERCATINI DEL LIBRO DELL’USATO, presso il parco Scalabrini, con acquisti a offerta libera si sostiene la Biblioteca.
LA BIBLIOTECA LOCALE monitora i libri più prestati, offrendo alla comunità una panoramica di titoli di ampio genere.
INCONTRI CULTURALI E PRESENTAZIONI, in collaborazione con le biblioteche del Sistema Como.
BOOKCROSSING, scambio gratuito di libri tra i cittadini.
I piatti tipici della gastronomia di territorio comprendono specialità lacustri tipiche del Lario. Lavarello in carpione, agone detti “misultin” essiccatio al sole e grigliato, servito con polenta, persico alla lariana, impanato e dorato nel burro servito con una salsina al limone, risotto al persico, trota, bondella.
Il territorio produce il pregiato olio extravergine d’oliva, dal gusto pungente, verde tendente al giallastro. I formaggi come la semuda, ricavata da latte vaccino scremato e fatta stagionare quattro settimane, il Zincarlin. La brianzetta, pancetta suina lavorata, il salame di capra, la bresaola.
Foto di Guilehm Vellut – CC BY 2.0
Tra i finalisti partecipanti al CONCORSO SCRITTURE DI LAGO che hanno citato Carate Urio, ricordiamo:
“L’AMORE SENZA NAVIGATORE” di TOMASZ PERCZYNSKY, finalista Premio Regio Insubrica 2021

Crediti
Foto di copertina: Wiki rkit – CC BY-SA 4.0
Campanile chiesa di S. Marta: Kaitu – CC BY-SA 4.0
Parrocchia S. Quirico e Giulitta: Civvì – CC BY-SA 4.0
