
LAVENA PONTE TRESA
COMUNE DI LAVENA PONTE TRESA
Provincia di Varese
ABITANTI
5627
ALTITUDINE
m. 275 s.l.m.
PATRONO
San Pietro, venerdì santo
INFO TURISTICHE
Infopoint
Via Ungheria 2 – Lavena Ponte Tresa
Tel +39 3395849042
https://comune.lavenapontetresa.va.it/
infopoint@comune.lavenapontetresa.va.it
https://comune.lavenapontetresa.va.itenapontetresa.va.it
È’ strana la vita, ho passato più di trent’anni cercando di andarmene da questo ponte e ora che sono quasi sempre via non vedo l’ora di tornare. Forse perché non è mai stato un problema di dove, ma con chi. Forse perché le radici non erano ancora le mie, ma quelle di chi mi aveva preceduto. Oppure, infine, perché casa, in fondo, non è dove abiti, ma dove trova riposo il tuo cuore e il mio, a quei tempi, era altrove”.
(“IL PONTE SUL FIUME” di NICOLA GALLICCHIO)
Lavena Ponte Tresa è un incantevole Borgo affacciato sul Lago di Lugano, dove si intrecciano storie tra Italia e Svizzera, ricche di tradizioni storiche e culturali.
È formato dai due centri di Lavena e Ponte Tresa. Lavena ha una storia più lunga, Ponte Tresa si è sviluppata negli ultimi decenni a seguito del movimento frontaliero.
Lavena Ponte Tresa rientra nella Valceresio e in parte nella Valmarchirolo e con i comuni limitrofi condivide fasi storiche, tra cui gli insediamenti Celto-Liguri, quelli dei Galli e dei Romani fino a quando divenne parte del Contado del Seprio. Periodo della lunga guerra tra Como e Milano, 1118-1127, conclusasi con la sconfitta di Como e con l’acquisizione della Valmarchirolo. In questo modo Lavena Ponte Tresa fece parte di Milano dal punto di vista amministrativo e della gestione civile, da quello ecclesiastico il riferimento fu invece Como. Divenuto feudo passò ai Visconti e di mano in mano alle famiglie nobiliari dell’epoca per finire con la famiglia Crivelli, ultimi proprietari in quanto nel 1797 fu soppresso l’ordinamento feudale sancito dalla Repubblica Cisalpina.
Lavena deve la derivazione del suo nome alla radice preceltica “ven”, bacino lacustre o canale d’acqua. Appartenne, dal punto di vista ecclesiastico alla Pieve di Argno. Nel 1633 passo alla Pieve di Marchirolo ma era un’appartenenza sulla carta perché Lavena godeva già di autonomia ai tempi del re longobardo Liutprando ed essendo sotto la sfera della Santa Sede non era sottoposto al potere imperiale.
Ponte Tresa, databile circa 1846, si allunga seguendo la costa del lago di Lugano e quella del fiume Tresa. Il nome deriva dall’antico e storico Ponte della Tresa, attraversato più volte dal Barbarossa, nelle numerose discese in Italia. In questa parte della località si trova la dogana che ha favorito lo sviluppo commerciale e turistico, dagli anni Cinquanta, nonché ha contribuito notevolmente allo sviluppo demografico.
La storia di questo luogo è legata al fiume Tresa, che collega il Lago di Lugano al Lago Maggiore. Ebbe un’importanza strategica nei collegamenti con l’Italia fino all’apertura del ponte-diga di Melide nel 1847. In epoca romana esisteva un ponte o guado sul fiume lungo la strada che da Milano portava ai valichi delle Alpi centrali. Nel Medioevo e in epoca moderna si utilizzò un ponte in legno sostenuto da piloni in pietra che, con alcune peschiere per le anguille, era di proprietà dell’Arcivescovo di Milano. Sempre nel medioevo, fu terra” privilegiata”, grazie ai compiti di controllo e manutenzione affidati agli abitanti. Nel XVI secolo il ponte venne ceduto a famiglie nobili come gli Stoppani che ne vantarono il possesso fino al 1828 quando divenne proprietà del cantone che ne costruì nel 1846 uno in pietra. Nel 1912 venne inaugurata la linea ferroviaria Lugano-Ponte Tresa che permise di intensificare gli scambi. Durante la Prima guerra mondiale, 1914-18, Lavena Ponte Tresa, divenne una sentinella difensiva essendo a ridosso della frontiera e delle retrovie della Linea Cadorna e la popolazione fu coinvolta nella sua costruzione. Nella Seconda guerra mondiale, 1939-45, il fiume Tresa e i valichi boschivi divennero rifugio e possibilità di fuga per ebrei, perseguitati politici e militari allo sbando che cercavano di raggiungere la Svizzera con l’aiuto di “passatori” locali, spesso contrabbandieri. Fu territorio di resistenza partigiana, sui vicini monti si istituì la prima formazione partigiana. Dal dopoguerra agli anni Sessanta visse una forte espansione demografica ed economica trasformando questo piccolo centro agricolo. Oggigiorno è un importante polo turistico con un bellissimo lungolago, fa parte della via Francisca del Lucomagno, antico cammino di origine romano-longobarda che collega Costanza (sul lago omonimo) a Pavia, attraversando la Svizzera e scavalcando le Alpi tramite il Passo del Lucomagno.
L’economia di territorio fino al XX secolo fu legata, come settore primario, all’agricoltura, alla pesca e all’artigianato favorito dal vicino mercato ticinese e al fiume Tresa. Il valico frontaliero favorì da sempre gli scambi di merci e persone tra Italia e Svizzera. Nella modernità il Borgo ospita una popolazione elevatissima di lavoratori transfrontalieri che lavorano regolarmente nel Canton Ticino, nell’industria, nella finanza, nei servizi. La grande distribuzione è un settore sempre in crescita in quanto gli acquirenti svizzeri sono attratti dai convenienti prezzi italiani. Il turismo lacustre è trainante. L’amministrazione comunale investe nel turismo sostenibile e in opere di riqualificazione di pontili, lungolago e in strutture ricettive per i visitatori.
L’artista di riferimento del passato, 1500 circa, di Lavena Ponte Tresa, fu Bartolomeo da Ponte Tresa, pittore e autore di affreschi nelle chiese tra Italia e Svizzera. Le sue opere sono tutt’ora ammirabili presso la Parrocchiale di Ponte Tresa e nei paesi limitrofi. Tra i contemporanei legati al territorio con descrizione di paesaggi ed atmosfere ricordiamo YARI BERNASCONI e ANDREA FAZIOLI.
PAOLA GHEDINI e ANGELO GIANNETTI, entrambi pittori, espongono spesso a Ponte Tresa. Il Borgo ha ospitato rassegne di genere noir e giallo con la presenza di artisti e poeti.
Tra gli scrittori di rilievo DON GIANBATTISTA BINDA, storico e autore locale, ha scritto opere storiche sulla parrocchia, sulla memoria del Borgo, tra cui Al ponte della Tresa.
CRISTIANO PARAFIORITI, di origine siciliana ma tresiano d’adozione, autore di romanzi storici e vincitore di riconoscimenti nazionali.
Lavena Ponte Tresa offre molti angoli di vero interesse culturale e naturale. Il cuore, tranquillo, luminoso e poco turistico è sicuramente il LUNGOLAGO, dove osservare la geometria delle sponde del Ceresio, i riflessi, le piccole darsene e la zona rinomata per lo “Stretto di Lavena”, il punto in cui Italia e Svizzera arrivano a toccarsi a pochi metri di distanza. Il PORTICCIOLO, con molte barche ormeggiate, è punto adatto per riprese fotografiche d’effetto e fotografie al tramonto, suggestivo anche all’alba.
Il PONTE di CONFINE offre una vista inconfondibile e uno sguardo sulla vita frontaliera.
CENTRO STORICO di LAVENA, viuzze caratteristiche, case in pietra, da apprezzare passeggiando lentamente.
PARCO DELL’ARGENTERA, sul lago, perfetto per passeggiate e relax in natura.
COCLOPEDONALE VALGANNA-VALMARCHIROLO che parte da Lavena con boschi, ponticelli, ideale per escursioni leggere.
PERCORSO della EX FERROVIA del TRAM, con pannelli e ricostruzioni presso l’A.R.T. interessante per studi sulla mobilità.
BASILICA del SANTO CROCEFISSO, si tratta della chiesa parrocchiale che conserva al suo interno molti elementi devozionali locali.

CAMPANILE della CHIESA SANTI PIETRO e PAOLO, abbattuta nel 1960. Il campanile è tardo rinascimentale. La chiesa attuale di fine XVII secolo è dedicata alla BEATA VERGINE della PORTA e costruita vicino alla porta antica d’accesso al Borgo.
Tra gli eventi importanti a Lavena Ponte Tresa, si ricorda il SENTIERO dell’ARTE, luogo significativo per il territorio. Percorso con installazioni, sculture e street art a cielo aperto che unisce il Lungolago del Ceresio, il Borgo di Lavena e la zona di Ponte Tresa. Grazie al concorso Italo-Svizzero “Il Ponte Magico” seleziona sculture da installare lungo il percorso pedonale ad anello. Lungo la pedonale, presso il muro dell’Internazionale Camping, si può ammirare la “Hall of Fame”, dedicata alla street art, con opere rinnovate ogni anno durante l’evento MURI ARTISTICI DIFFUSI. Il PONTE MAGICO è una manifestazione culturale e artistica nata per unire le comunità italiana e svizzera. È composta da due sezioni: il Premio letterario e il Concorso di Arte Ambientale.
ANTICA RIMESSA DEL TRAM, A.R.T., centro culturale con mostre e convegni. È un polo artistico dei più attivi nel territorio.
VILLAGGIO DELL’AMATRICIANA, STREET FOOD e INCONTRI GASTRONOMICI all’Area Feste.
FESTA ITALO-SVIZZERA, manifestazione transfrontaliera con bancarelle, musica e spettacoli sul Ceresio.
La tradizione gastronomica di Lavena Ponte Tresa si fonda su sapori del Lago di Lugano, del Lago Maggiore e dell’entroterra varesino.
RISOTTO al PESCE PERSICO, con filetti di persico dorati in burro e salvia.
ALBORELLE FRITTE e in CARPIONE, infarinati e fritti o marinati con aceto, cipolle e aromi.
BRUSCITT con POLENTA, piatto della cucina varesina, carne di manzo stracotta con vino rosso e semi di finocchio, accompagnata da polenta.
POLENTA e ZOLA, spesso servita anche con formaggi d’alpeggio a pasta morbida o con la FORMAGGELLA del LUINESE DOP.
Il dolce tradizionale è AMOR POLENTA, plumcake rustico a base di farina di mais (fumetto) e mandorle.
Tra i finalisti partecipanti al CONCORSO SCRITTURE DI LAGO, si citano:
“CALCOLO ERRATO” di CLAUDIO RIGHENZI, finalista Premio Regio Insubrica 2023 con menzione di merito
“IL PONTE SUL FIUME” di NICOLA GALLICCHIO, finalista Premio Regio Insubrica 2025

Crediti
Foto di copertina: Jérémy Toma – CC BY-SA 4.0
Chiesa Santi Pietro e Paolo: Beat Ruest – CC BY 4.0
