
ANGERA
COMUNE DI ANGERA
Provincia Varese
PATRONO
Beata Vergine Maria Addolorata, 15 settembre
ALTITUDINE
m. 205 s.l.m.
ABITANTI
5336
INFO TURISTICHE
Infopoint Angera
Piazzale dell Vittoria 2, 21021 Angera (VA)
Tel. +39 0331 931915
https://www.angera.it
https://comune.angera.va.it
segreteria@comune.angera.it
“Davanti al vecchio imbarcadero dovette aspettare quasi un’ora il bus per Arona. Il lago al ritorno non era altrettanto coinvolgente dal finestrino. Doveva solo ricordarsi della fermata prima di Arona, appena dopo il centro di Meina. Scese esattamente davanti a dove era sbarcato la mattina. Tornò indietro e scese per le scalette fino alla spiaggetta. Le sue impronte non si erano cancellate, solo qualche foglia e qualche rametto in più staccatisi durante il temporale. Questa cosa del lago lo spiazzava sempre. Aspettò ancora un po’, il barcaiolo arrivò da Angera come previsto. Il legno scivolò leggero sulla sabbia…le onde non avrebbero cancellato le sue impronte per molti giorni. Qualcosa di lui sarebbe rimasto lì per qualche tempo. I suoi due amori invece non se ne sarebbero mai andati”.
(“IL LAGO IN MI MAGGIORE” di AUGUSTO ZANDANEL)
Angera è situata sulla sponda lombarda del Lago Maggiore circondato dai dolci pendii delle Prealpi lombarde che si riflettono nel lago creando un paesaggio pittoresco. Il Borgo medioevale è considerato un museo a cielo aperto per i luoghi di interesse storico e culturale. Si sviluppa tra vicoli medioevali, case porticate e la passeggiata lungolago. La storia e la cultura si intrecciano con il paesaggio, valorizzati dal sito Natura 2000, la palude Bruschera, che ospita boschi allagati, stagni e prati umidi intervallati da boschi di farnia, una quercia, maestosa e longeva, la più diffusa in Europa. Presente la “viola palustre”, specie rara. Ospita anche diversi uccelli migratori e la rana di Lataste, specie protetta.
Angera ha origini antichissime, si pensi che i primi insediamenti risalgono al Paleolitico Superiore. Il ritrovamento di reperti romani, mostrano una comunità agricolo-artigianale e data l’influsso romano fino al II secolo a.C. Ciò ne sancì l’importanza di porto fluviale che metteva in comunicazione la Gallia Cisalpina (attuale Nord Italia) con la Rezia (Svizzera, Austria, Alto Adige). Fu transito per materiali, quali il legname dei boschi dell’Alto Verbano e blocchi di pietra, utilizzati nella costruzione degli edifici di Milano e delle zone circostanti. Tutto ciò garantì al Borgo un importante sviluppo commerciale.
Non vi è certezza sulle origini del nome ma quello più antico che troviamo nelle fonti è Statio che indica il ruolo di porto e stazione commerciale svolto già in epoca antica.
Nel medioevo era a capo di una pieve piuttosto estesa che comprendeva zone di entrambe le sponde del lago. Gli edifici religiosi erano una ventina. Si pensi che fin dall’XI secolo al posto della Rocca Borromea vi era una fortezza che divenne proprietà degli arcivescovi di Milano, assumendo un ruolo militare e politico di primo piano nel controllo del Verbano.
Nel 1449 passò ai Visconti che vi fecero edificare la Rocca per poter osservare gran parte del territorio, trovandosi su uno sperone di roccia che dominava il lago. In seguito, divenne proprietà, ancora attuale, della famiglia Borromeo.
Il Settecento fu segnato dalla presenza borromaica che ne fece residenza e centro amministrativo feudale.
Di notevole importanza, nel 1776, fu la scoperta del metano nelle paludi di Angera da parte di Alessandro Volta. Con questa scoperta scientifica si aprì la strada all’utilizzo del gas naturale come fonte di energia.
Seguirono poi anni di dominazione austriaca e napoleonica finché nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, si creò una continuità di potere con i Borromeo.
La Prima guerra mondiale coinvolse Angera dal punto di vista sociale ed economico che ebbe un ruolo logistico per la sua posizione lacustre.
Durante la Seconda guerra mondiale, sempre per la posizione strategica, questa volta tra Lombardia e Piemonte e vicino alla frontiera svizzera, partecipò ai movimenti di resistenza.
L’economia storica del territorio, come già evidenziato, beneficiò della collocazione privilegiata sul Lago Maggiore. Ciò consentì ad Angera di essere riconosciuta come importante scalo commerciale. La collina e l’entroterra favorirono l’agricoltura e in particolare la viticoltura, risorsa significativa. Per quanto riguarda l’attività artigianale ma anche industriale locale, si ricorda la lavorazione del ferro e tra il XIX e XX secolo la produzione di bambole. Da non dimenticare l’attività legata alla pesca che per molto tempo contribuì al sostentamento della popolazione del Borgo. Nel tempo l’agricoltura tradizionale si è molto ridotta, permane la produzione di mais e foraggio e la viticoltura nella valle Castellana. Un posto di rilievo è ora occupato dal settore turistico e dei servizi. La meta attira molti visitatori per la bellezza storica, per gli eventi e festival. È un tipo di turismo chiamato “mordi e fuggi”. Gli enti locali si stanno organizzando per superare questo modello che riduce molto i tempi di permanenza dei visitatori nel Borgo. Sempre dal punto di vista economico, il mercato del giovedì, uno dei più forniti del Lago Maggiore, attesta la sua importanza commerciale. Inoltre, la regolarizzazione della navigazione ha rilevato il valore della mobilità lacustre a sostegno degli spostamenti.
Angera nel tempo ha attirato e ispirato, attraverso i suoi paesaggi e la Rocca, artisti e intellettuali.

MAESTRO DI ANGERA, tra il XIII e il XIV secolo, anonimo, a cui è stato dato il nome del Borgo. Ha realizzato affreschi presenti nella Sala di Giustizia della Rocca di Angera.
ARTISTI VERISTI LOCALI, artisti che nel XX secolo hanno fatto di Angera terreno per i loro studi e rappresentazioni artistiche, con interesse per la storia commerciale e le radici locali.
ARTISTI che nell’Ottocento e Novecento hanno ritratto i paesaggi e scorci del Borgo.
Tra gli scrittori ricordiamo ALESSANDRO MANZONI pur legato genericamente alla sponda lombarda, ha compreso nelle sue narrazioni la zona tra Arona e Stresa.
ANTONIO PIGAFETTA, navigatore e scrittore, aveva qui legami storici.
GIOVANNI VERGA, DE AMICIS, ARTURO GRAF, ARRIGO BOITO, D’ANNUNZIO, XIX-XX secolo, pur frequentando la sponda opposta furono frequentatori del golfo Borromeo di cui Angera era parte.
PIETRO MARTIRE D’ANGHIERA, umanista e storico del XV-XVI secolo, cita il Borgo nelle sue cronache storiche e letterarie.
Tra gli autori contemporanei legati ad Angera abbiamo:
ANDREA KERBAKER, scrittore e docente, figura importante per Il Kapannone dei libri, luogo dove vengono ospitate mostre e incontri letterari di rilievo internazionale. È un luogo FAI riconosciuto come bene culturale.
PHILIPE DAVERIO, celebre critico e narratore d’arte, scomparso, a cui spesso vengono dedicati tributi.
ANDREA RAVO MATTONI, famoso per “Pinacoteca a cielo aperto” che riporta sui muri del Borgo i capolavori della pittura classica. Famosa la riproduzione di Leonardo “La Scapiliata”.
COSIMO DAMIANO LATORRE, scultore che all’ex fabbrica Magnesia ha esposto le sue opere all’evento “Itinerario tattile”.
Angera è ricca di bellezze culturali e storiche da visitare.
ROCCA BORROMEA, principale attrazione, domina la parte meridionale del Lago Maggiore e la collina di dolomia da cui si ricavava la Pietra d’ Angera. Le sue sale conservano affreschi, tele, decorazioni originarie, antichi cimeli e vi regalerà, dall’alto delle sue torri, una spettacolare vista delle acque del lago fino ad Arona. Il giardino medioevale è una vera bellezza. All’interno il MUSEO DELLA BAMBOLA e del GIOCATTOLO che ripercorre la storia del gioco dal XVIII secolo. Una collezione di oltre mille pezzi tra le più ricche d’Europa. In un’altra ala della Rocca si può visionare il MUSEO DELL’ABBIGLIAMENTO INFANTILE, con capi raccolti tra l’Ottocento e la prima metà del Novecento.
MUSEO DIFFUSO, nato nel 2016, ospita decine di monumenti storico-artistici, ambienti protetti, musei, passeggiate. È il modo migliore per esplorare Angera.
CIVICO MUSEO ARCHEOLOGICO, sito in un edificio ottocentesco con importanti documentazioni storiche del territorio. Si trova al centro del Borgo.
OASI BRUSCHERA, area protetta con specie rare di flora e fauna. L’area comprende l’isolino Partegora, con una colonia di cormorani.
LUNGOLAGO, ideale per godere di una giornata di relax all’ombra degli alberi, con prati ben curati, scorci poetici e graziosi porticcioli, oltre ad una scelta ampia di bar e ristoranti vista lago.
Sul lungolago s’incontra il SANTUARIO DELLA MADONNA DI RIVA, nato in seguito ad un miracolo nel 1657, quando l’antica immagine della Madonna che allattava il Bambino, cominciò a trasudare sangue. Si tratta di un’opera incompiuta per le ristrettezze economiche ma che conserva al suo interno opere d’arte e affreschi.
A nord del Borgo, per gli amanti di passeggiate e trekking vi sono molteplici sentieri. Il più conosciuto è l’ANELLO DI SAN QUIRICO, percorribile a piedi e in bicicletta. In cima al colle è presente la CHIESA DI SAN QUIRICO.

Il calendario degli eventi ad Angera prevede un mix di tradizione, cultura e natura.
FESTIVAL LAGO CROMATICO, da giugno a settembre, coinvolge diversi comuni del Lago Maggiore, propone concerti sul monte San Quirico, performance artistiche incontri filosofici, eventi scientifici, passeggiate visite guidate e momenti gastronomici.
ESTATE ANGERESE, con concerti all’alba, cinema all’aperto, spettacoli teatrali e festival musicali.
SETTEMBRE ANGARESE, include sfilate, degustazioni e il “Night Glow”, spettacolo di mongolfiere illuminate. L’evento culmina con la FESTA DELL’UVA.
EVENTI AL CASTELLO, attività per famiglie e laboratori.
CULTURA E TRADIZIONE, spettacoli teatrali e rassegne culturali nel centro storico e presso il Museo Civico.
LUMINA, evento pirotecnico e musicale in notturna che unisce le due sponde del Maggiore, Angera e Arona.
La tradizione culinaria del Borgo si avvale di prodotti del lago e ricette storiche dell’alto varesotto.
PANE DI ANGERA, detto anche “pane romano”, un pane speciale realizzato con una ricetta “archeologica” riscoperta e ingredienti antichi.
Pesce di lago: COREGONE AL FORNO, ALBORELLA FRITTA O IN CARPIONE, LUCCIO E TROTA.
CASOELA, TRIPPA, RISOTTO CON OSSOBUCO, CROSTONI DI POLENTA E FUNGHI.
Molto diffusi la MORTADELLA OSSOLANA, il VIOLINO di CAPRA, il LARDO ALLE ERBE e la FORMAGGELLA LUINESE.
La tradizione vitivinicola locale risale al medioevo con vigneti coltivati all’interno della Rocca e sulle circostanti colline. Il vitigno autoctono, dell’intera zona, è considerato il NEBBIOLO, localmente denominato “Spanna o uva delle nebbie”
Tra i dolci tipici il PANE DEI MORTI, preparato con noci, nocciole, pere e mele essiccate, nespole e fichi secchi.
foto di Luca Galli – CC BY 2.0
IL CONCORSO SCRITTURE DI LAGO ha ospitato tra i finalisti che hanno citato Angera
“LAGO IN MI MAGGIORE” di AUGUSTO ZANADEL, finalista Premio Regio Insubrica 2024

Crediti
Foto di copertina: Torsade de Pointes – CC0
Rocca Borromea sala della Giustizia: Phyrexian – Public Domain
Interno chiesa di San Quirico: Kaitu – CC0
