Meina

MEINA


COMUNE DI MEINA
Provincia Novara

PATRONO
Santa Margherita, 20 luglio

ALTITUDINE
m. 214 s.l.m.

ABITANTI
2328

INFO TURISTICHE
Infopoint Meina
In fase di bando di assegnazione

https://www.comune.meina.no.it
meina@postemailcertificata.it


Meina Panorama vista Lesa foto di Torsade de Pointes CC0
Foto di Torsade de Pointes – CC0

“L’edificio, immerso nell’oscurità, era disabitato da quando Lavinia se n’era andata. Lavinia che adorava la villa sul lago Maggiore, incastonata nel verde tra Meina e Lesa. Lavinia che correva ridendo da una stanza all’altra appena arrivati per la stagione estiva e giocava a tennis nei giorni di sole. O scendeva lo scalone sorridente nel suo abito da sera, per la festa del suo compleanno. No, non era il momento di cedere alla malinconia. Aprì un’imposta: la luce infuocata del tramonto ferì i suoi occhi…La mattina seguente il sole d’autunno splendeva sulla superficie calma e liscia del lago. La casa era inondata di luce. La contessa si affacciò alla finestra, chiuse gli occhi e respirò l’aria del lago”.

(“TORNEREMO PRESTO” di VALENTINA GUERRA)


Meina mappa immagine di 3Pappa3 CC BY SA 4.0
Immagine di 3Pappa3 – CC BY-SA 4.0

Famosa per le ville ottocentesche Meina è luogo di villeggiatura già dal 1800. Incantevole il suo lungolago e il caratteristico Borgo storico immerso nella natura. È situato sulla sponda sudoccidentale piemontese del Lago Maggiore, alla foce del torrente Tiasca. Elegante ma riservata, il luogo ideale per chi cerca un soggiorno sereno tra acqua, giardini, ville storiche e scorci.

Meina Villa Farraggiana xilografia di Barberis Public Domain
Xilografia di Barberis – Public Domain

Fu abitato in epoca preistorica nell’Età del bronzo (fine III-II millennio a.C.), come testimonia il ritrovamento di un’ascia in pietra verde che conferma la presenza di comunità dedite alla lavorazione della pietra e allo sfruttamento lacustre. Nel 49 a.C. la popolazione divenne a pieno diritto cittadina romana, come tutti gli abitanti a Nord del Po. Si trovava sulla via Severina Augusta che collegava Milano al Lago Maggiore e da lì al Passo del Sempione. Con la caduta dell’Impero Romano passò ai Longobardi e più tardi al Regno d’Italia dell’Impero Carolingio. Nel X secolo appartenne alla Marca d’Ivrea, una delle principali Circoscrizioni del Regno. La prima attestazione avvenne nel 951, quando Màdina, nome originario, è citata come Corte Regia cioè come comunità autosufficiente. Nel 951 veniva riconfermata da Berengario II al Monastero pavese di S. Maria del Senatore. Meina, come le altre terre di lago, veniva considerata lombarda perché nel medioevo dipendeva dagli arcivescovi Milanesi e poi dai signori di Milano (tra l’XI e il XV secolo). Nel XV secolo fu stabilmente nel feudo dei Borromeo, conti di Arona. Tra l’Ottocento e il Novecento, importante per la storia di Meina, fu la famiglia Faraggiana che costruì la grande Villa Faraggiana, promosse la ferrovia e le attività culturali, creò uno chalet-museo con reperti naturalistici e tassidermie (imbalsamazioni), provenienti da spedizioni internazionali. Dopo il 1861 il Borgo entrò a far parte del Regno d’Italia. Durante la Prima guerra mondiale si registrarono molti arruolamenti e caduti. Il Borgo fu parte della linea Cadorna, un sistema difensivo costruito tra il 1915 e il 1918 per proteggere il confine con la Svizzera e contrastare un eventuale invasione austro-tedesca. Nel 1943 un capitolo tragico della storia si aggiunse alla drammaticità di quel periodo storico. Si trattò dell’eccidio dell’Hotel Meina: tra il 15 e il 23 settembre sedici ebrei vennero uccisi dalle SS della Leibstandarte Adolf Hitler. Questo episodio fu parte di una serie di nefandezze compiute in quel periodo nel Novarese e nel Verbano. Nel 2015, a ricordo, presso l’imbarcadero, furono posate le Pietre d’inciampo.

Meina pietre dinciampo foto di By Cusian CC BY SA 4.0
Foto di By Cusian – CC BY-SA 4.0

L’economia di territorio di Meina nel periodo feudale fu caratterizzata da un sistema economico basato sulle esportazioni via lago (carbone, legname, pesce, derrate) verso la pianura. E dall’attività dei mulini, segherie e cartiere, grazie al torrente Tiasca. Questo tipo di produzione rimase attiva e costante fino all’Ottocento. Infatti, tra il XVIII e il XIX secolo, Meina divenne la più industriosa tra le piccole borgate del lago. Vi erano almeno tre cartiere documentate, torcitura del cotone, fabbrica di oli lubrificanti e grassi per macchine, fondata dall’imprenditore Emilio Foltzer, oltre a numerosi opifici. Con l’arrivo della Ferrovia Arona- Baveno, il Borgo divenne una stazione di villeggiatura aristocratica. Le ville ottocentesche con parchi e giardini affacciati sul lago, costituiscono ancor oggi l’eredità più visibile di quel periodo. 

Nel 1954 nacque il Lido di Meina, la prima spiaggia sabbiosa artificiale d’Italia. Poi trasformata in Parco comunale nel 1994.

Attualmente l’economia è quella tipica dei piccoli comuni del basso Lago Maggiore: turismo residenziale, servizi locali, settore immobiliare in forte crescita, servizi nautici. La presenza industriale è ormai ridotta. Il turismo è portante trovandosi il Borgo in posizione strategica tra Arona e Lesa. I visitatori sono anche attirati dal lido, dalle ville storiche e dal museo Meina. In aumento le presenze, con flussi da Germania, Paesi Bassi e Svizzera.

Meina Ungaretti Soldati Piovene Buzzati Mondadori Chiara archivi Mondadori AA207170
Ungaretti, Soldati, Piovene, Buzzati, Mondadori, Chiara
Archivi Mondadori AA207170

Meina è storicamente legata a illustri figure della letteratura e dell’arte del passato grazie a Villa Mondadori, detta “la Verbanella”. Dimora rifugio, dagli anni Venti, dell’editore Arnoldo Mondadori che ospitò gli intellettuali dell’epoca. Una delle prove del passaggio dalla Villa di ospiti di pregio è dato dalle firme che Mondadori usava far apporre sulla cappa del camino, ricordato come “il camino dell’editore”. Si ricorda: THOMAS MANN, soggiornò a lungo nella villa attigua a quella dell’editore nell’estate del 1947, durante la stesura del Doctor Faustus. 

ERNEST HEMINGWAY, premio Nobel per la letteratura, lì presente nel 1948.

GEORGES SIMENON, padre del Commissario Maigret, soggiornò assiduamente.

GIUSEPPE UNGARETTI, poeta del Novecento e firmatario della cappa.

EUGENIO MONTALE, frequentatore della Villa.

Altri grandi del Novecento di cui si ha notizia rispetto alle frequentazioni in villa furono DINO BUZZATI, ALBERTO MORAVIA, SALVATORE QUASIMODO, MARIO SOLDATI, IGNAZIO SILONE, VALENTINO BOMPIANI, RENATO GOTTUSO e WALT DISNEY, ospitato durante gli accordi per la pubblicazione italiana dei fumetti. 

Tra le figure di spicco si ricorda ANNIE VIVANTI che tra fine Ottocento e i primi del Novecento visse e soggiornò sul Lago Maggiore e fu assidua habituè dell’area di Meina e Stresa.

Più di recente ricordiamo lo storico MARCO NOZZA, morto nel 1999. Molto legato alle memorie del territorio e ai tragici eventi accaduti sul Lago Maggiore, in particolare all’Hotel Meina, raccontati nel libro omonimo.

LUCIA TILDE INGROSSO, autrice de I Monteleone.

GIOVANNI CERUTTI, storico e saggista, figura rilevante e direttore del Museo Meina.

Tra gli autori che tornano e sono presenti nel territorio si segnalano MARINA MARAZZA, autrice de Le due mogli del Manzoni e LORENZO FRANZETTI, scrittore.

Nel passato l’artista più celebre originario del Borgo era SERAFINO VERAZZI, noto per gli scorci rurali, nature morte e paesaggi con animali ma anche LORENZO PERETTI, originario della Val Vigezzo ma legato al Lago Maggiore e a Meina.

Un altro artista di rilievo, contemporaneo e novantunenne, è VALERIO ADAMI, che ha scelto Meina come luogo di ispirazione e “buen ritiro”. Nell’atelier meinese, “la casa dei diosperi”, realizzava i disegni preliminari che poi traduceva nei monumentali dipinti nello studio parigino.

Meina offre al visitatore molte possibilità di svago e di attività culturali.

MUSEO MEINA, situato nello Chalet (XIX secolo), di Villa Faraggiana, aveva ospitato un museo zoologico ed etnografico sviluppato, dal senatore del Regno d’Italia Raffaello Faraggiana, durante i viaggi di lavoro, con animali vivi ed impagliati da tutto il mondo. Oggi è presente un parco interattivo, intitolato Vox Horti, con ologrammi ed esperienze in 4D, labirinti, prove da superare, citazioni artistiche (da Arcimboldo a Monet) e letterarie (da Shakespeare a Cervantes). All’interno La galleria delle Stagioni con cicli di affreschi della Dea Diana e una cappella privata, XVIII secolo, con un dipinto magnifico dal titolo Apparizione della Madonna.

VILLA FARAGGIANA, costruita nel 1855 come dimora estiva della nobile famiglia novarese Faraggiana, famosa per i pregi artistici e architettonici. Oggi di proprietà privata. Splendido il parco che ospita una serie di alberi secolari.

VILLA MONDADORI, dimora straordinaria e luogo di incontro di intellettuali, acquistata da Arnoldo Mondadori e oggi di proprietà di Donatella Versace.

Meina Villa Eden foto di Civvi CC BY SA 4.0
Villa Eden
Foto di Civvì – CC BY-SA 4.0

VILLE STORICHE: VILLA EDEN, affascinante dimora sul lungolago, VILLA PASTA “LA FAVORITA”, elegante residenza sul lago, PALAZZO BEDONE, VILLA BONOMI e VILLA FARAONE, rinomate per l’architettura d’epoca e per i giardini affacciati sul golfo, VILLA DE SAVOIROUX (la Castagnara), ridisegnata nella seconda metà dell’Ottocento dall’architetto Linati su una casa vacanza dei Gesuiti. Gli interni di tali Ville storiche non sono visitabili ma le facciate sono visibili e i parchi praticabili per passeggiate.

CHIESA di SANTA MARGHERITA, costruita su una struttura preesistente in stile romanico del 1100-1200, all’interno decorazioni ed affreschi del 1817 di Peracino e dell’artista locale Peretti.

CHIESA dell’ANNUNCIAZIONE, detta, dalla gente del luogo, della “Madonnina”, è un edificio seicentesco ma al suo interno si possono ammirare affreschi di fine 1400 di artisti appartenenti alla scuola quattrocentesca novarese.

Meina imbarcadero Christian Michelides Foto di Christian Michelides CC BY SA 4.0
Foto di Christian Michelides – CC BY-SA 4.0

IMBARCADERO, un luogo suggestivo, soprattutto nelle ore serali e notturne per lo splendido panorama sulle sponde del lago e la cornice dei pini marittimi che impreziosiscono il paesaggio. È punto di attracco della Navigazione del lago Maggiore.

LUNGOLAGO, panchine affacciate sull’acqua, alberi che ombreggiano, piccoli porticcioli. Ideale per passeggiare, leggere, osservare.

PALAZZO MUNICIPALE, realizzato a fine Ottocento. Nella sala consiliare un affresco a soffitto con una Allegoria della famiglia.

Le attività di svago che il Borgo propone sono diverse.

Visitare il lago Maggiore e le ISOLE BORROMEE e le loro bellezze con una gita in battello o in barca.

NATURA e SPORT, il Borgo si trova nelle falde del Monte Sasso del Pizzo e Cornaggia, ideale per escursioni e per godere della vista sul Golfo Borromeo. O semplicemente, a pochi passi dal centro, dolci colline si aprono su sentieri tra boschi e vigneti con uno sguardo calmo e silenzioso al lago.

La SPIAGGIA, pubblica ed attrezzata, aree verdi dove è possibile rilassarsi e seguire gli eventi e le serate musicali.

Il fulcro culturale del Borgo, per quanto riguarda gli eventi, è il MUSEO MEINA, che propone regolarmente mostre ed iniziative varie.

Tradizionale è la PASSEGGIATA in Valcabbia, di solito a Pasquetta, una camminata a cui seguono grigliata di piazza e musica.

Nel 2026 cade il bicentenario della Navigazione del Lago Maggiore. Vi sono celebrazioni diffuse lungo tutto il lago e Meina è tra i comuni rivieraschi coinvolti con il ritorno dello storico Piroscafo Piemonte.

VIGNETI APERTI 2026, degustazioni e attività nelle cantine. L’evento è diffuso e interessa anche il Borgo.

Da aprile ad ottobre il programma EGAP TICINO e LAGO MAGGIORE offre mostre fotografiche, visite guidate e attività naturalistiche formative che riguardano il territorio protetto, compreso il bacino di Meina.

La cucina territoriale del Borgo offre sapori lacustri fusi con i robusti sapori delle valli piemontesi.

RISOTTO al PESCE PERSICO, spesso allo zafferano.

PESCE (coregone, trota, alborelle) in CARPIONE con marinatura in aceto, aglio, cipolla ed erbe aromatiche e FRITTO.

PANISCIA, risotto cotto nel brodo di verdure, fagioli, verza, sedano, carote, porri e cotenne con vino rosso, salame d’la duja (conservato sotto strutto in orci di terracotta). Nella variante ultra-tradizionale si aggiunge “fidighin”(mortadella di fegato cruda e speziata).

SALUMI delle vicine valli, come la MORTADELLA OSSOLANA e CARNI per il BOLLITO MISTO alla PIEMONTESE.

FORMAGGI, sempre delle valli, da gustare con MIELE di montagna o mostarda.

Tra i dolci spicca il PAN MEINO (Pan de Mej), focaccia dolce a base di farina di mais e frumento, profumata da fiori di sambuco, originario lombardo-piemontese, preparato nel mese di maggio per San Giorgio.


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Foto di Torsade de Pointes – CC0

Tra i FINALISTI INEDITI partecipanti al CONCORSO SCRITTURE di LAGO PREMIO REGIO INSUBRICA si segnala

“TORNEREMO PRESTO” di VALENTINA GUERRA, finalista Premio Regio Insubrica 2023


Pittogramma
Crediti

Foto di copertina: Alessandro Vecchi – CC BY-SA 3.0